I TRE AMORI BIANCHI – Gli Araldi del Vangelo in Italia I TRE AMORI BIANCHI – Gli Araldi del Vangelo in Italia

L’Eucaristia, l’Immacolata e il Sommo Pontefice!

Autore: Araldi del Vangelo (Page 1 of 115)

Una Preghiera Nata dalla Contemplazione di un’Icona della Madonna.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, S.P., ci ha inviato questo messaggio che mi sembra opportuno condividere con voi, per iniziare la giornata. Buona lettura, e meditazione.

Dr. Tosatti l’orazione che le riporto qui di seguito è sgorgata nel mio cuore contemplando questa icona che mi ha folgorato per la straordinaria bellezza.

Dopo averla pubblicata su Facebook e inoltrata ad alcuni Amici e Sacerdoti, ci sono persone (anche sconosciute) che mi stanno scrivendo che stanno pregando la mia preghiera composta ieri con grande fervore…

Addirittura mi è stato raccontato che un Sacerdote l’ha fatta leggere e benedire all’Abate Cistercense di Casamari, presente a Fabriano in un Monastero Benedettino per un incontro con tutti gli abati benedettini.

L’Abate l’avrebbe letta e benedetta davvero!

Un caro abbraccio, uniti nel Signore. Silvano.

***

Oh Santa Madre di Dio, splendore e magnificenza della Trinità Santissima ci consacriamo a te e ti offriamo ogni palpito dei nostri cuori.

Poniamo nelle Tue Sante mani e sotto la custodia del Tuo Manto le nostre vite e le nostre famiglia. Rendici una cosa sola con il Padre!

San Gioacchino e Sant’Anna, nonni del Divino Redentore, intercedano per la nostra santificazione, affinché al termine del pellegrinaggio terreno le nostre famiglie possano riunirsi nella gloria dei Beati.

Giunga, o Regina delle Vittorie, nel tempo come nell’eternità, il Trionfo del Tuo Cuore Immacolato. Regina degli Eserciti Celesti schiaccia sotto i tuoi piedi la testa del dragone infernale affinché non possa più nuocere a nessuna anima e nessuno dei piccoli cari a Dio vada perduto. Amen

GESÙ, MARIA! VI AMO SALVATE ANIME!

Il male ha solo forza distruttiva, il bene invece costruttiva, perché il bene edifica.

Il Salmo 34:21 dice: “la malvagità ucciderà il malvagio”.

“Un serpente entrò in una falegnameria passò
sopra una sega e rimase leggermente ferito.
Allora con tutta la sua furia
senza capire cosa stava accadendo
decise di avvolgere la sega per soffocarla.
Purtroppo, stringendola finì per uccidersi da solo.
A volte reagiamo con tanta rabbia allo scopo
di ferire coloro che ci hanno danneggiato
e troppo tardi ci rendiamo conto che
in realtà stiamo facendo del male a noi stessi.
Nella vita a volte è meglio ignorare
situazioni e persone che ci vogliono ferire,
ignorare i loro comportamenti nocivi
ed anche le brutte parole.
Quindi non lasciare mai che l’odio
si impadronisca della tua vita.
Lasciar perdere non è debolezza,
è avere tanto amore per se stessi
perché non vale la pena distruggersi.”

Non è facile. Tutto ciò che viene ottenuto rapidamente è anche facilmente perduto

Gli americani non sono un popolo particolarmente paziente, come dimostra il fatto che l’industria dei fast food è iniziata da noi. Non tolleriamo il servizio lento, quindi gran parte del cibo che consumiamo viene preparato prima di ordinarlo. Guidiamo la nostra auto verso un finestrino, ordiniamo il nostro cibo e ci aspettiamo che sia pronta, senza indugio, alla prossima finestra. Se siamo in Chiesa, ci aspettiamo che il servizio finisca entro un’ora, in punto. I nostri giardini sono pieni di fiori che vengono completamente coltivati, caduti nel terreno e si presentano bene fin dalla prima annaffiatura. Niente aspettare la germinazione dei semi, vogliamo la bellezza istantanea.

Se un elettrodomestico si rompe, ne compriamo uno nuovo, piuttosto che aspettare una settimana per le riparazioni. Ci buttiamo nell’ultima moda dietetica che promette una rapida perdita di peso, solo per vedere il peso tornare dopo che ci siamo stancati del menu.
Non apprendiamo per una carriera, ma usciamo da un’università con l’aspettativa che la nostra carriera inizierà il primo giorno. Molti dei nostri bambini possono vestirsi in moda pop per adulti, con conseguente perdita di innocenza, e la preziosa dolcezza dell’infanzia si trasforma in una sorta di adulto in miniatura.

Dato che ci siamo abituati a far accadere tutto velocemente, e senza indugi, ci aspettiamo anche che le nostre vite spirituali siano sulla stessa rapida linea temporale. Non abbiamo la pazienza di costruire sulla conoscenza dei santi padri, quindi non pratichiamo la lettura spirituale regolare. La nostra presenza in chiesa è limitata all’essenziale liturgia domenicale, e anche allora arriviamo in ritardo e forse partiamo prima che le preghiere del Ringraziamento siano concluse. Se il digiuno è difficile per noi, non digiuniamo affatto. Se mantenere una regola di preghiera è noioso, non cerchiamo affatto di sviluppare un tempo stabilito per le nostre preghiere. Se la nostra mente vaga durante la preghiera, lasciamolo, evitando anche la minor quantità di lotta.

Se speriamo di progredire nella vita spirituale è bene ricordare le parole di Sant’Isacco il Siro: “Perché tutto ciò che si ottiene rapidamente è anche facilmente perduto, mentre tutto ciò che si trova con fatica è tenuto con attenzione. “

Con amore in Cristo,
Abate Trifone

La Vergine odigitria

La Vergine Santissima odigitria, colei che conduce mostrando la direzione, ci indichi sempre la via del Volere Santo di Dio.
In questo tempo di tribolazioni e di empietà trionfante, ci protegga, custodisca e preservi da tutti mali conducendoci nel Nuovo Tempo!
Nostro Signore Gesù, Via Verità e Vita, abbia pietà di noi.

(Opera di Magister Conxolus, Sacro Speco di Subiaco)

I doni del Signore abbondano


La nostra speranza è eterna, perché l’amore di Dio è sconfinato

Se siamo attenti a tutto ciò che il Signore fa per noi, sopporteremo quei momenti in cui le nostre preghiere sembrano rimanere senza risposta. Che Dio non ci dà sempre ciò di cui pensiamo di aver bisogno, non significa in alcun modo che non ci ascolti. I nostri giorni sono pieni di doni di Dio, la maggior parte delle volte in modi che non ci accorgiamo nemmeno. Quando preghiamo nel Padre Nostro, “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, chiediamo a Dio di darci ciò di cui abbiamo bisogno. Non ci è chiesto di essere precisi nella nostra richiesta, perché il nostro amorevole Signore sa prima di chiederlo.

Il Signore viene a noi nella quiete del nostro cuore, e provvede a noi in modi che non ci sono nemmeno conosciuti. Egli ci ha amati prima del nostro concepimento nel grembo di nostra madre, ed è vicino a noi anche quando pensiamo che sia lontano. Se ci permetteremo di guardare attentamente, vedremo i suoi doni abbondare in ogni nostro respiro, in ogni fiore che cogliamo, in ogni bambino che teniamo in braccio. La nostra speranza è eterna, perché l’amore di Dio è eterno.

“Ma santificate il Signore, Dio nei vostri cuori: e siate sempre pronti a dare una risposta ad ogni uomo che vi chiede una ragione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore (Io Pietro 3:15). “

Amore in Cristo,
Abate Trifone

Alle origini della cristianità

La chiesa assira di Santa Maria ad Urmia, nella regione iraniana dell’Azerbaijan Occidentale è da alcuni considerata la chiesa più antica dopo quella di Betlemme.
Secondo scrittori cristiani assiri, questo edificio era in precedenza un Tempio del Fuoco e uno dei più famosi templi zoroastriani. Si narra che quando nacque Gesù Cristo, i sacerdoti zoroastriani che vivevano in questo tempio videro una stella cadente muoversi verso ovest, lo considerarono un segno della nascita del Salvatore promesso e si diressero verso la Palestina.
Una volta tornati ad Urmia, questi sacerdoti trasformarono il Tempio del Fuoco in una chiesa.

Essere genitori…

“Essere genitori non significa solo mettere al mondo un figlio, ma dargli la capacità di discernere ciò che è vero e ciò che non lo è.”

Robert Cardinal Sarah

Beati Simeone Cardon e Compagni Martiri dell’Abbazia Cistercense di Casamari.

Il 16 maggio è stata la ricorrenza dei martiri cistercensi dell’Abbazia di Casamari.

I Santi Martiri ci proteggano, sostengano e indichino la via. Che ci ottengano anche la grazia di una fede sempre più forte e un amore sempre più grande per Nostro Signore Sacramentato e per la Santa Madre di Dio Maria Santissima. Amen!

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO E IL MATRIMONIO: “COSI’ COME CRISTO FA CON LA CHIESA.”

“Quando un uomo e una donna diventano uno nel matrimonio non appaiono più come creature terrestri ma sono l’immagine stessa di Dio… Ora quanto amore ciascuno ha per se stesso, altrettanto vuole che lo abbiamo per la moglie, non perché abbiamo in comune una sola natura, ma perché è maggiore questo rapporto che abbiamo con la moglie, dal momento che non sono due corpi, ma uno solo, quello essendo il capo, questa il corpo.
E perché altrove afferma: “Capo di Cristo è Dio”? Anch’io affermo questo, che come noi siamo un solo corpo, così anche Cristo e il Padre sono una cosa sola. Risulta quindi che anche il Padre è nostro capo. Presenta due esempi, quello del corpo e quello di Cristo; perciò soggiunge: “Questo mistero è grande, io intendo riguardo a Cristo ed alla chiesa”.
Che vuol dire questo? Lo definisce un grande mistero poiché il beato Mosè, anzi Dio, alluse a qualcosa di grande e mirabile. Ora poi dice: “Intendo riguardo a Cristo”, poiché anch’egli, lasciato il Padre, discese ed andò dalla sposa e divenne un solo spirito. Infatti “chi è unito al Signore è un solo spirito”. E bene affermò: “È un grande mistero”, come se avesse detto: l’allegoria non elimina l’amore.
“Ora anche voi singolarmente ciascuno ami la propria moglie come se stesso. E la moglie tema il marito”.
Realmente infatti, realmente è un mistero ed un grande mistero il fatto che, abbandonato chi lo procreò, chi lo generò, chi lo allevò, colei che lo partorì con dolore e patì, coloro che a tal punto lo beneficarono, coloro che vissero in intimità con lui, si unisce a colei che non ha mai visto, con cui non ha mai avuto qualcosa in comune, e la antepone a tutto… È realmente un mistero, contenente una ineffabile sapienza.
Questo all’inizio Mosè profetando voleva rivelare; questo ora Paolo proclama dicendo: “In rapporto a Cristo ed alla chiesa”. E ciò non è detto soltanto per lui, ma anche per la moglie, perché la curi premurosamente come la propria carne, così come Cristo fa con la chiesa.

  • San Giovanni Crisostomo (patriarca ortodosso di Costantinopoli del IV-V sec.)

San Giovanni I

Il personale calvario di san Giovanni I (†526), che morì per amore di Cristo e della Chiesa dopo le dure privazioni patite in carcere, si consumò nell’ultimo scorcio di vita del re ostrogoto Teodorico, seguace dell’eresia ariana

Morì per amore di Cristo e della Chiesa dopo le dure privazioni patite in carcere. Il personale calvario di san Giovanni I (†526) si consumò nell’ultimo scorcio di vita del re ostrogoto Teodorico, seguace dell’eresia ariana.

Nativo della Toscana, era salito al soglio pontificio il 13 agosto 523. Succedeva a sant’Ormisda, il papa che quattro anni prima era riuscito a ricomporre lo scisma acaciano (dal patriarca Acacio, estensore dell’Henoticon) grazie alla decisiva collaborazione del nuovo patriarca di Costantinopoli, Giovanni II di Cappadocia, e del neo imperatore romano d’Oriente, Giustino.

Lo stesso Giustino promulgò nel 523 un editto contro gli ariani orientali. L’imperatore ingiunse agli eretici di restituire ai cattolici le chiese che avevano occupato e l’abiura dell’arianesimo, pena l’esclusione dalle cariche pubbliche. L’ariano Teodorico, il secondo dei re barbari d’Italia, sospettò che il pontefice, i senatori romani e l’imperatore bizantino stessero congiurando contro di lui. E reagì violentemente. Nel 524, sulla base di accuse ingiuste, fece imprigionare uno dei suoi più illustri collaboratori, il filosofo Severino Boezio, che poi subì il martirio in carcere. Più o meno nello stesso periodo venne giustiziato anche Quinto Aurelio Memmio Simmaco, un fervente cristiano, suocero di Boezio. Nel 525 Teodorico impose a papa Giovanni di andare in Oriente per convincere Giustino a ritirare le sue misure contro gli ariani, minacciando una rappresaglia contro i cattolici in Occidente.

Quando il Santo Padre giunse a Costantinopoli l’accoglienza fu trionfale. Quindicimila fedeli affollarono le strade con croci e ceri per salutare il suo arrivo in città. Al primo incontro con il papa, Giustino si prostrò e in seguito si fece incoronare da lui. Tutti i patriarchi orientali – ad eccezione di Timoteo IV di Alessandria, avverso alle decisioni del Concilio di Calcedonia – espressero apertamente la loro comunione nella fede con Giovanni. Il 19 aprile 526 fu il pontefice a celebrare solennemente, secondo il rito latino, la Messa di Pasqua nella Basilica di Santa Sofia. Le fonti non sono chiarissime sull’esatto accordo tra Giovanni e Giustino in merito agli ariani. Quel che è certo è che Teodorico non fu soddisfatto dell’esito e, al ritorno del papa in Italia, lo fece imprigionare a Ravenna. Qui Giovanni venne maltrattato e il 18 maggio, ormai provato dalle fatiche, emise il suo ultimo respiro terreno. Quattro anni più tardi il suo corpo venne traslato nella Basilica di San Pietro.

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